#111 Claire Fontaine, Untitled (Rust & Tears), 2012–2026, 3500 cm² #111, per Fondazione Città della Pace, Polo Bibliotecario Potenza, Potenza
Rust and Tears è l’ingrandimento della fotografia di un biglietto da dieci dollari piegato nel mezzo e in parte coperto da scarabocchi di gocce che potrebbero essere la causa della ruggine o le lacrime che appaiono grazie alla piegatura che trasforma la fiducia in ruggine: (t)rust e te(n doll)ars, gocce di pianto.
La scelta da parte di Claire Fontaine di usare l’immagine di una banconota americana ha un’implicazione geopolitica immediata: dall’imposizione distruttiva e incomprensibile dei dazi protezionisti, al ritorno di ambizioni coloniali — su Cuba e la Groenlandia —, all’ingerenza in guerre in cui l’intervento americano non ha ragion d’essere — il conflitto tra l’Iran e Israele o la situazione del Venezuela —, gli Stati Uniti d’America influenzano economicamente e simbolicamente il mondo causando un’instabilità globale e aggravando le condizioni dei poveri ovunque.
La scelta di intervenire su una banconota è interessante poiché questa, in quanto oggetto materiale, non è di nostra proprietà e in nessun modo possiamo alterarla; l’unico diritto che il suo possesso transitorio ci garantisce è di risparmiarla o di rimetterla in circolazione spendendola. Trasformarla in opera d’arte, trattarla come un ready-made, non è una possibilità iscritta nel suo destino; facendolo gli artisti ne sovvertono sia il valore d’uso che quello di scambio e trasformano la banconota in un sito di rivelazione delle ingiustizie causate dalle politiche autoritarie e corrotte dello Stato americano.
La porta della Casa Bianca appare nascosta dalla piega, presagio e metafora di un governo chiuso alle domande del popolo, privatizzato e ridotto a strumento di arricchimento di un’élite priva di compassione e di responsabilità politica.
Claire Fontaine aveva usato in passato delle monete da venticinque centesimi di dollaro per comporre delle sculture in Change (2008), trasformandole in piccoli coltelli a serramanico impossibili da riconoscere al metal detector. Il titolo Change allude sia alla parola che in inglese descrive gli spiccioli, il resto ricevuto in una transazione economica, sia al cambiamento subito dall’oggetto creato dall’artista. Anche in questo caso gli spiccioli innocui diventati armi bianche ci spingono a vedere nella normalizzazione della violenza economica un pericolo che può costarci più caro di quel che pensiamo.
Claire Fontaine
25/6/2026